Il benessere del pianeta dipende dall’agricoltura: innovare è indispensabile – ilmattino.it
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L’Università degli Studi di Napoli Federico II celebra il suo 800º anniversario, un traguardo straordinario che riflette la sua lunga storia di eccellenza accademica e contributo alla società. Fondata nel 1224 da Federico II di Svevia, questa istituzione rappresenta uno dei centri di sapere più antichi e prestigiosi del mondo, simbolo della cultura, della ricerca italiana e oggi anche punto di riferimento nazionale per lo sviluppo delle Nuove Tecnologie in Agricoltura, essenziale per la vita dell’uomo del pianeta, un settore chiave per il paese che abbraccia la salute, la cultura, e l’economia.
Napoli, con la sua posizione strategica e la regione Campania, cuore pulsante del Mediterraneo, ha sempre svolto un ruolo cruciale come crocevia di culture, idee e innovazioni, hotspot di biodiversità, caratterizzata da una profonda coscienza ecologica. Dalla Magna Grecia, con la nascita della Scuola Eleatica, al Medioevo, con la Scuola Medica Salernitana, fino ai tempi moderni, quando si è accreditata a livello mondiale come culla della Dieta Mediterranea, Patrimonio Immateriale dell’Umanità, questa terra ha sempre rappresentato un centro vitale di sapere e innovazione. L’Università degli Studi di Napoli Federico II incarna appieno questa tradizione, fungendo da faro di conoscenza e innovazione che ha influenzato non solo l’Italia ma l’intero bacino del Mediterraneo. Napoli, città ricca di storia e cultura, offre un contesto unico che arricchisce l’esperienza accademica e stimola la creatività e l’intraprendenza dei suoi studenti.
Negli ultimi anni, quel crocevia di culture, idee e innovazioni, caratterizzato da immensa diversità bioculturale e una profonda coscienza ecologica, ha reso la Federico II un hub strategico del Centro Nazionale per l’Agritech, un settore chiave per il futuro dell’alimentazione e della sostenibilità globale. Il Dipartimento di Agraria, nato dalla Scuola Superiore di Agricoltura fondata nel 1872 a Portici, è diventato un centro di eccellenza nazionale e internazionale sotto la guida di figure come Matteo Lorito e Danilo Ercolini, uno dei ricercatori più citati al mondo, oggi il responsabile scientifico di Agritech, un progetto cruciale per sostenere l’avanzamento di un settore fondamentale per la salute e la competitività del nostro paese.
Agritech mira a trasformare l’agricoltura, favorire la transizione verso modelli sempre più sostenibili e promuovere l’avanzamento del sistema industriale agroalimentare attraverso l’innovazione e il trasferimento tecnologico. Un esempio di come l’Italia stia guidando l’innovazione nel settore agroalimentare che strategicamente che questo parta dall’unica vera capitale del Mediterraneo, Napoli. Con un finanziamento di circa 350 milioni di euro, di cui 320 milioni provenienti dal Pnrr, coinvolge 28 università, 5 centri di ricerca e 18 imprese, ha l’obiettivo è affrontare le sfide del cambiamento climatico, ridurre l’impatto ambientale della produzione alimentare, sviluppare aree marginali e migliorare la sicurezza e la tracciabilità delle filiere agroalimentari.
Il ruolo
L’Italia, spesso definita il Paese del cibo, è il centro nevralgico della cultura alimentare mondiale, con un contributo politico e culturale di portata planetaria. Questo ruolo è enfatizzato dalla presenza a Roma del quartier generale delle Nazioni Unite per le politiche agroalimentari globali, con le tre agenzie Fao, Wfp e Ifad, dedicate a combattere la fame, promuovere l’agricoltura e sviluppare l’economia agraria. L’Italia ha dato vita a Slow Food, che ha diffuso nel mondo cultura, storia e consapevolezza legate al cibo e a chi lo produce, ed è oggi chiamata a fare la differenza anche sui temi dell’innovazione. Celebrando i suoi 800 anni, l’Università degli Studi di Napoli Federico II non solo riflette sulla sua ricca eredità ma guarda anche al futuro con progetti strategici per il Sistema Paese come Agritech. Questo anniversario non è solo un momento di orgoglio per Napoli e per l’Italia, ma un’opportunità per riaffermare il ruolo centrale dell’Italia e del Mediterraneo nel guidare il progresso e la sostenibilità nel settore agroalimentare, elementi chiave per la salute e il benessere dell’umanità.
June 6, 2024 at 02:15PM